Che cosa vuol dire amare se stessi?

Stiamo correndo troppo senza fermarci? La spia del nostro serbatoio emozionale lampeggia perché siamo quasi a secco? Ci arrabbiamo facilmente?

I nostri cervelli sono influenzati da sostanze chimiche che sono il carburante dei nostri sentimenti. Nei giorni in cui ci sentiamo bene, facciamo il pieno di endorfine e ci sentiamo in equilibrio, serene e felici. Quando invece ci troviamo in situazioni stressanti, perdiamo carburante vitale perché il cortisolo, l’ormone dello stress ci agita, ci fa sentire sotto pressione.

Quando continuiamo ad avere pessime giornate e c’è impossibile riempire il nostro serbatoio emozionale è come se stessimo per fondere il motore e tutto si surriscalda. Possiamo sentirci sempre più arrabbiati o bloccati nel nostro procedere nella vita.

I bambini ci ricordano che tutti noi abbiamo avuto bisogno di cure amorevoli per poter crescere. Al termine di giornate piuttosto impegnative in cui ci si accorge di aver risposto troppe volte alle esigenze degli altri: troppe domande a cui rispondere, troppi vestitini da infilare, troppi accompagnamenti da fare. Qualsiasi altra richiesta sembra un ulteriore ostacolo all’ascolto e alla comunicazione con se se stessi, troppe volte rimandata. Finché non ritroviamo la connessione con noi stesse, non riusciremo a provare piacere nel donarci a un’altra persona e amando noi stesse invece che tutto sembrerà più luminoso, più caloroso e più significativo.

Amare non è solo una parola, non è solo un sentimento, l’amore è anche un bisogno, spesso cerchiamo l’amore  negli altri, nel lavoro, nelle cose che possediamo.

L’amore invece è sempre stato lì dentro di noi. Non sono gli altri, il lavoro, le cose che generano l’amore. E’ l’amore che può generare tutte queste cose. Quando troviamo amore dentro di noi ecco che possiamo donarlo alle persone che amiamo o a ciò che ci piace fare e soprattutto cambia il modo in cui facciamo tutte queste cose.

Il motivo per il quale facciamo una gran fatica a trovare l’amore è che siamo più collegati alla nostra testa che al nostro cuore. Siamo più impegnati a giudicare che ad ascoltare ed empatizzare con noi stessi e a prendoci cura dei nostri sentimenti.

Per quanto desideriamo che gli altri ci rendano felici, in fondo quelli che davvero possono farlo siamo solo noi stessi, nutrendo ogni giorno il nostro cuore: con letture, pensieri e attività creative o sportive che possono rallentare i nostri pensieri vorticosi e possono invece generare pensieri di pace e di calma interiore.

Giuditta Mastrototaro

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