Che cos’è e a cosa serve il potenziamento?

Il potenziamento è una relazione educativa e didattica personale che promuove il potenziale apprenditivo e sostiene lo sviluppo delle competenze e delle abilità. Quando un bambino/a ha difficoltà scolastiche la sua autostima è molto a rischio. Sentirsi non all’altezza delle richieste della scuola, vuol dire attuare meccanismi di difesa come chiusura in se stesso, tristezza, senso d’inadeguatezza oppure rabbia e atteggiamenti oppositivi. Sostenere gli alunni che fanno fatica a scuola fin dalla  primaria è un investimento che favorisce il successo scolastico e pone le basi per un buona relazione con lo studio e la stima di sé. La Pedagogista è la figura che può affiancare i bambini/e che mostrano difficoltà nella letto/scrittura, nel calcolo, nell’ortografia, negli aspetti motivazionali. Gli interventi pedagogici proteggono e aiutano il discente a sentirsi accolto nei propri  bisogni educativi e didattici personali e a comprendere il suo stile e i suoi ritmi di apprendimento.

Feuerstein, pedagogista israeliano, credeva fermamente che tutti i bambini possono avere l’opportunità di migliorare le proprie competenze grazie all’apprendimento mediato da un adulto, pedagogista o educatore formato. Nel suo libro “Non accettarmi come sono” parla di modificabilità cognitiva ossia la capacità del cervello di aumentare potenziale apprenditivo grazie alla mediazione educativa.

Come favorirla? Osservando il bambino, ponendo le basi per una relazione empatica, cogliendo i suoi sentimenti e i suoi bisogni, predisponendo gli strumenti pedagogici/didattici al suo livello e stile di apprendimento e modificando le condizioni ambientali quando è necessario. Il potenziamento risponde a questi criteri e necessità.

A chi è rivolto ?

A tutti!

  • Agli alunni ai cui è stata fatta una diagnosi di DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) ossia dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia. Questi bambini possono mostrare: confusione nel riconoscimento delle lettere e/o numeri, fluenza e rapidità di lettura ridotte (lettura lenta e stentata), errori ortografici  ripetuti, scrittura confusa, difficoltà nella comprensione dei testi, errori di calcolo o di incolonnamento dei numeri e nel riconoscere i rapporti di quantità.
  • Agli alunni che presentano bisogni educativi speciali (BES).
  • Ai bambini e ragazzi che mostrano difficoltà emotive quando si trovano di fronte ai compiti scolastici come: passività, rifiuto o irritabilità.
  • A tutti gli alunni che possono aver bisogno per un certo tempo di potenziamento per rafforzare la loro autostima e aiutarli a procedere autonomamente con più serenità.

Nella mia esperienza tutti i bambini/e sostenuti dalla loro Pedagogista hanno potuto nel tempo migliorare e compensare i loro problemi di lettura, scrittura, calcolo e ortografia ricevendo un intervento educativo personalizzato attento alla loro sfera emotiva/relazionale oltre che a quella didattica.

Cosa si fa durante il potenziamento?

Il potenziamento è un vero e proprio intervento di natura pedagogica, didattica e relazionale che promuove l’acquisizione di abilità e di autonomie e sostiene la sfera emotiva, la stima di sé e le potenzialità apprenditive attraverso una relazione personale e educativa. Si può svolgere a domicilio o in una struttura. Vengono proposti degli esercizi, attività pedagogiche e interventi mirati e l’utilizzo di strumenti educativi come  il PAS (Metodo Feuerstein) o il sistema CO.CLI.TE (Cognitivo Clinico Trattamento Educativo) oltre alle usuali mappe concettuali e schemi in un contesto relazionale empatico.

Giuditta Mastrototaro

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