Cinque passi educativi per aiutarli a crescere

Un passo indietro. Dona fiducia alle sue competenze. Ogni volta che ti chiedi come può imparare quella nuova abilità, parti sempre da cosa sà già fare. I limiti non sono mai invalicabili, c’è sempre una versione migliore di noi stessi. Quanto più cresci in questa consapevolezza, tanto più costruirai una relazione empatica attenta ai bisogni di ognuno. .

Un altro passo indietro. Quando stai vivendo un momento di fatica realzionale, non far passare l’educazione come una mercificazione dell’amore, fatta di premi e punizioni . C’è una morbidezza dietro ogni spigolo che la vita ci porta ad affrontare. Se vuoi ascolto e comprensione, dalle per primo. Altrimenti da chi imparerà?

Un passo avanti. Non restare sulla superficie dei problemi educativi, cercando: chi ha ragione e chi a torto o di chi è la colpa, ma vai un po’ più in profondità, per comprendere le ragioni per cui l’altro fa o non fa ciò che ti aspetti. Osserva il linguaggio del corpo. Le emozioni spesso si esprimono negli agiti. Ascolta i colori dei sentimenti di cui si vestono le parole.

Un altro passo avanti. Sii consapevole che l’educazione è un lavoro di squadra fatto da te e dall’altro. A volte chiedere: “E adesso… cosa facciamo?” E’ molto più efficace che risolvere le situazioni al posto suo. Le soluzioni non le devi trovare tutte tu.

Sei arrivata. Sii genitore o il maestro di te stessa/o prima di esserlo di qualcun altro, se ti prendi cura dei tuoi bisogni sarà più facile poi farlo anche con gli altri, grandi o piccoli che siano. Dona gratitudine e apprezzamento più spesso che puoi, c’è sempre spazio nel serbatoio emozionale di ogni persona.

Giuditta Mastrototaro

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