La relazione di coppia: volersi bene senza farsi male

Le discussioni sembrano essersi impadronite del vostro rapporto? Vi dite sempre le stesse cose? I litigi portano a un binario morto?

Prima di sposarsi e/o di avere dei figli si pensa in modo un po’ romantico alla coppia, immaginavamo di andare d’accordo e di avere molte cose in comune e invece ora questo ideale si scontra con la realtà delle frequenti discussioni.

La verità è che tutti noi abbiamo bisogno di imparare a gestire sempre meglio le nostre emozioni e i disaccordi che inevitabilmente ci troviamo ad affrontare. Avere divergenze e litigare è fisiologico in ogni relazione. Litigare, discutere può essere visto come una crisi oppure un’opportunità di conoscere meglio l’altro. Se la vediamo come una crisi, rischiamo di separarci, se invece la accogliamo come un’opportunità allora è importante pensare che è possibile gestire i conflitti.

La cosa da non fare è ingoiare i nostri bisogni e far finta che vada tutto bene, quando non è così, alla lunga questo genere di conflitti sotterranei lede l’amore e la fiducia reciproca.

Il primo passo per affrontare situazioni che ci preoccupano o nelle quali ci sentiamo addolorati o arrabbiati è prendere consapevolezza che c’è un problema e non è necessario che entrambi la vedano allo stesso modo, anche se solo uno di voi due si sente a disagio, è importante parlarne.

Ecco alcuni punti essenziali per affrontare le divergenze:

  1. Parti dall’empatia. Chiediti: Quali sentimenti o bisogni ha il partner per fare quello che fa e per dire quello che dice? Non cercare invece il colpevole, semplicemente perché non c’è.
  2. Resta nel problema. Datti del tempo per stare nel problema, nell’osservarlo nelle diverse angolazioni, nel metterti in ascolto di quello che provi tu e di quello che prova l’altro.
  3. Fai delle richieste e non delle pretese. Puoi chiedere ma non con l’aspettativa che l’altro faccia quello che vuoi tu o attui la tua soluzione o i tuoi consigli. Ti accorgi che stai facendo delle pretese quando ti arrabbi perchè l’altro non fa quello che dici.
  4. Non si tratta di vincere o di perdere. Anche se uno di voi due fa quello che dice l’altro ma lo fa perchè si sente obbligato o per paura o per senso di colpa, c’è sempre un prezzo da pagare per questo. Il prezzo si chiama: risentimento, senso di soffocamento, desiderio di fuggire lontano. Si tratta invece di ascoltarsi reciprocamente con il cuore e trovare una soluzione che vada bene per entrambi.
  5. Separare la persona dal problema. Dire al tuo partner che è un egoista è molto diverso che dirgli che questa settimana è uscito 5 volte. Quando il momento caldo della reazione si è un pò affievolito, è possibile ripensare a quali sono i sentimenti che sono entrati in gioco e di cosa veramente senti il bisogno.
  6. Non c’è solo la tua soluzione al problema. E’ sempre possibile rispondere ai bisogni di ogni persona, quello che è in contrasto sono le soluzioni. Non focalizzarti sulle tue soluzioni al problema, è importante invece comprendere che esistono più modi di guardare al problema e quindi più modi di rispondervi.

In questa società sempre più medicalizzata spesso i litigi di coppia sono visti come qualcosa di malato da curare, per cui andare in terapia. A volte mogli ben intenzionate portano riluttanti mariti in terapie di coppia e il terapista dopo molte sedute e una profusione di denaro speso, sancisce la conclusione della relazione. Sento sempre più spesso questo genere di conclusioni e mi sento dispiaciuta. Nella mia esperienza di moglie, di madre e di consulente Pedagogica ho visto grandi cambiamenti nelle persone quando ci si assume la responsabilità di se stessi e dei propri sentimenti, piuttosto che quando si pretende dagli altri che cambino o si ripongono aspettative riguardo al fatto che degli esperti possano risolvere i nostri problemi. Gandhi diceva: “Cambia te stesso e cambierai il mondo”.

Bisogna perdere qualcosa perché qualcos’altro possa accadere. Bisogna a volte perdere la certezza nelle nostre convinzioni, giudizi, soluzioni per poterci aprire al sentire empaticamente noi stessi e l’altro, solo così qualcosa di nuovo può accadere.

Giuditta Mastrototaro

Bibliografia:

Gordon Thomas. Relazioni efficaci. Come costruirle, come non pregiudicarle. La meridiana.

Ludovica Scarpa. Volersi bene senza farsi male. Bruno Mondadori.

Rosenberg, Marshall B. Preferisci avere ragione o essere felice? Edizioni Esserci.

Rosenberg, Marshall B. Le sorprendenti funzioni della rabbia. Come gestirla e scoprirne il dono. Edizioni Esserci

Daniela Novara. Meglio dirsele. Bur

 

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