Pedagogia in pillole: la checklist

Mio figlio ha 7 anni con diagnosi di disprassia, non riesco a fargli capire che dopo aver fatto pipì deve tirare lo scarico e lavarsi le mani.

Un mio alunno di 12 anni con diagnosi ADHD, non ha alcuna  cura del materiale. Il suo banco è un campo di battaglia, regolarmente perde un sacco di tempo ad iniziare il lavoro in classe.

Quando ci ritroviamo a dire sempre le stesse cose, è forse arrivato il momento di fermarci e pensare se non sia il caso di utilizzare una checklist. Si fa risalire al 1935 la sua prima utilizzazione che serviva per controllare tutte le procedure da effettuare durante le fasi di volo. La checklist è una scomposizione di un azione complessa in tanti gesti più semplici e serve a controllare di aver svolto tutte le azioni necessiarie per raggiungere un obiettivo.

Quando i nostri figli o alunni fanno fatica ad organizzarsi nello svolgimento  di alcune attività  che possono essere apprendere delle routine come quella di andare in bagno oppure riuscire ad organizzarsi con il materiale scolastico, la checklist è uno strumento che può essere utile.

Molti i bambini o i ragazzi non riescono fin da subito a coordinare le loro azioni in modo efficace e produttivo. Avere delle certificazioni (disprassia o ADHD) può testimoniare che ci si è accorti di una certa fragilità, ma fare fatica nell’apprendere delle prassie  fa parte di un processo evolutivo ed educativo fisiologico.

Il compito dell’adulto di fronte alle difficoltà dei bambini o dei ragazzi non è quello di sostituirsi a loro o fare al loro posto, ma quello di fare un passo indietro e restituirgli la responsabilità del prorpio agire.

Creando delle checklist possiamo aiutare bambini anche più piccoli a sviluppare la metacognizione ossia la capacità di guardare al compito richiesto come ad un processo di passaggi. In sostanza la checklist aiuta a rispondere alla domanda come si fa, perchè rende visibile il comportamento suddiviso in tante piccole azioni concrete e semplici. Inoltre risponde al bisogno del figlio o dell’alunno di sentirsi competente perchè riesce a controllare lui stesso in modo autonomo le sue azioni e a correggersi se ce ne fosse la necessità.

Ecco alcuni suggerimenti:

In bagno si possono appendere dei disegni che mostrino le varie fasi:

  • tira lo scarico
  • lava le mani
  • asciuga le mani

In classe è possibile chiedere ai ragazzi di tenere un foglio incollato sul diario dove vi sia rappresentata una checklist:

  • Mettere via il libro e il quaderno della lezione precedente
  • Controllare che ci sia il diario sul banco
  • Mettere il libro della materia sul banco
  • Tirare fuori dall’astuccio una penna

Di checklist possono esserci tantissimi esempi in rete o possiamo crearne noi stessi in base alle necessità educative specifiche. L’empatia passa anche attraverso piccole attenzioni che possono rendere più facile la vita di genitori, bambini e insegnanti.

Giuditta Mastrototaro

 

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