Un approccio pedagogico che favorisca un processo di apprendimento efficace

Molti insegnanti e genitori si chiedono come favorire un processo di apprendimento efficace?

L’approccio pedagogico basato sull’empatia propone di avere cura delle relazioni in modo che si crei un progetto educativo fondato sul dialogo, il potere dell’ascolto delle narrazioni di ciascuno, l’arte di ricevere e porre domande, la capacità di fare da specchio a ciò che emerge.

In sostanza occorre che prima di concentrarsi sugli obiettivi didattici da raggiungere si abbia a cuore lo sviluppo delle competenze trasversali: interesse, motivazione, partecipazione, elaborazione, riflessione senza le quali l’apprendimento diviene uno sterile “ripetere a pappagallo”.

I bambini e i ragazzi non hanno bisogno che gli si dica cosa devono sapere ma a imparare ad orientarsi nel mare delle informazioni a cui sono esposti, aiutandoli a sperimentare nella vita concreta quelle conoscenze, per metterle in pratica, in modo che diventino abilità e competenze spendibili in tante altre situazioni.

A questo proposito il Consiglio europeo aggiorna nel 2020 le raccomandazioni riguardo alle competenze chiave. Esse sono:

Personali

  1. Autoregolazione: consapevolezza e gestione di emozioni, pensieri e comportamenti.
  2. Flessibilità: capacità di gestire le transizioni e l’incertezza e di affrontare le sfide
  3. Benessere: ricerca della soddisfazione nella vita, cura della salute fisica, mentale e sociale e adozione di uno stile di vita sostenibile.

Sociali

  1. Empatia: la comprensione delle emozioni, delle esperienze e dei valori di un’altra persona e il saper dare risposte appropriate.
  2. Comunicazione: utilizzo di strategie di comunicazione pertinenti, di codici e strumenti specifici a seconda del contesto e del contenuto.
  3. Collaborazione: impegno in attività di gruppo e lavoro di squadra in cui si riconoscono e rispettano gli altri.

Imparare a imparare

  1. Mentalità di crescita: credere nel potenziale proprio e degli altri di imparare a progredire continuamente
  2. Pensiero critico: capacità di valutare informazioni e argomenti per sostenere conclusioni motivate e sviluppare soluzioni innovative.
  3. Gestione dell’apprendimento: pianificazione, organizzazione, monitoraggio e revisione del proprio apprendimento.

La Pedagogia basata sull’empatia nasce dagli innumerevoli ricerche ed esperienze nel campo della psicologia umanistica a iniziare dal lavoro di Carl Rogers colloquio centrato sul cliente o meglio Client-centered therapy pubblicato nel 1950 padre del counseling.

Questi studi hanno dato poi impulso al lavoro di altri autori come Thomas Gordon che parla di relazioni efficaci (2013) e a Marshall B. Rosenberg con il suo approccio alla comunicazione non violenta (2003).

Fino ad arrivare all’esperienza dei Professori finlandesi Tom Arnkil e Jaakko Seikkula all’interno del loro lavoro nella rete dei servizi sociali rivolti alla persona che parlano di metodo dialogico (2012).

Educare va al di là della mera istruzione, significa fornire gli strumenti affinché ciascun individuo possa autonomamente, in un progressivo potenziamento delle proprie capacità, compiere scelte per la propria autodeterminazione, affrontando in modo critico, ma propositivo, le diverse situazioni esistenziali.

Spesso invece, ci imbattiamo nell’ignoranza educativa intesa come quella chiusura mentale che invece di promuovere le autonomie possibili per ciascuno, crea dipendenze pensando all’altro in termini di mera assistenza, impedendo così processi di cambiamento e di crescita.

Noi docenti siamo sempre modelli di comunicazione come dice l’assioma che non possiamo non comunicare anche quando non diciamo nulla.

Spesso pretendiamo attenzione, partecipazione e comunicazione ma occorre chiedersi se noi diamo attenzione all’altro e comunichiamo in modo autentico.

Spesso chiediamo ai bambini e ai ragazzi di svolgere compiti autentici e di realtà ma quanto autentica è la nostra relazione e la nostra comunicazione?

Giuditta Mastrototaro

Bibliografia di riferimento:

Arnkil, T.E., Seikkula, J., (2012). Metodi dialogici nel lavoro di rete. Per la psicoterapia di gruppo, il servizio sociale e la didattica (M. Largaiolli, Trad.). Trento: Erickson.

Gordon, T. (2013). Relazioni efficaci. Come costruirle, come non pregiudicarle (V. Poli, Trad.). Molfetta (BA): Edizioni la meridiana.

Gordon, T. (2013). Insegnanti Efficaci (N. Lilla, Trad.). Firenze: Giunti.

Rogers, C. (1976). I gruppi d’incontro (A. Menzio, Trad.). Roma: Astrolabio-Ubaldini.

Rosenberg, M. B. (2011). Comunicare con empatia (V. Costretti, Trad.). Reggio Emilia: Edizione Esserci.

Rosenberg, M. B. (2003). Le parole sono finestre oppure muri. Introduzione alla Comunicazione Nonviolenta (V. Costretti, Trad.). Reggio Emilia: Edizione Esserci.

Rosenberg, M. B. (2006). Parlare Pace. Quello che dici può cambiare il tuo mondo (V. Costretti, Trad.). Reggio Emilia: Edizione Esserci.

Rosenberg, M. B. (2010). Educare con la Comunicazione Nonviolenta (V. Costretti, Trad.). Reggio Emilia: Edizione Esserci.

UE- Il nuovo Life CompFramework  for Personal. Social and Learning to Learn Key Competence (2020).