Sei una persona che desidera aggiustare le cose?

Sei una persona che si preoccupa e quando vedi qualcosa di “storto” sei presa dal desiderio impellente di aggiustare le cose?

Ti sei accorta che queste preoccupazioni, per il solo vedere che le cose non vanno come vorresti, creano uno stato interiore di ansia e bisogno di agire?

Così molti di noi genitori si ritrovano ad aiutare i figli, affrettando i loro gesti nel mangiare, nel vestire, nel parlare, nel fare i compiti e a volte non ci fermiamo ad aiutarli ma cerchiamo di fare al posto loro.

Quando i nostri figli diventano adolescenti, non ci limitiamo a dare fiducia ma tendiamo a controllare.

Tutte queste preoccupazioni fanno aumentare l’adrenalina. L’adrenalina è un ormone che prosciuga energie e ci lascia spossate. Le preoccupazioni non fanno bene a noi stesse ma neanche ai nostri figli. In questo modo, ci mettiamo sulle spalle tanti problemi e tendiamo a voler aggiustare tutto intorno a noi.

Non sei venuta al mondo per aggiustare le cose ma per rispettare l’armonia dei contrari. Non c’è niente da aggiustare! Ogni persona grande o piccola ha bisogno di imparare dalla sua esperienza e non da quella di qualcun altro. Ha bisogno di sporcarsi o sbucciarsi un ginocchio per capire come proteggersi, ha bisogno di fare degli sbagli per imparare dagli errori, ha bisogno di fiducia per credere in se stessa.

Tutto questo controllo ci fa prendere troppo spazio nella vita degli altri e crea dei muri con le persone cui vogliamo bene perché per proteggersi da noi, cercano di eludere il nostro controllo, evitano di parlare, mentono. Questi sono i frutti dei nostri pensieri angoscianti.

Quello invece che di più sereno possiamo fare è cambiare noi stessi e la consapevolezza di ciò che produciamo nella nostra testa. Occorre trovare il coraggio di:

  • Fermarsi e ascoltare il proprio respiro per trenta secondi. E’ un prezioso consiglio del monaco buddista Tic Nathan.
  • Osservare senza intervenire, sostare nel descrivere ciò che vediamo. Ad esempio possiamo osservare come se la cava nostro figlio rispettando i suoi tempi, prima di decidere che abbia bisogno del nostro aiuto.
  • Cerchiamo di mettere da parte le aspettative. Solo perché noi faremmo, diversamente, non è detto che dobbiamo aspettarci che nostro figlio o chiunque altro faccia lo stesso.
  • Essere aperte all’altro ai suoi vissuti e alle sue soluzioni.
  • Lasciamoci la possibilità di agire senza scopo. Siamo soliti nella nostra cultura a perseguire uno scopo. Il buddismo invece mostra un certo rispetto per l’agire senza scopo perché nella nostra vita non dobbiamo mettere una cosa davanti a noi e inseguirla ma mettere noi stessi al centro e lasciare che le cose facciano il loro corso.
  • Restare in buona compagnia di se stessi in silenzio e riconoscere il grande potere che possiamo esercitare su noi stessi, attraverso pensieri positivi, emozioni benevole e scoprire che ciò che ognuno di noi ha bisogno, è già dentro di sé.
  • Coltiviamo ogni giorno l’empatia e la gratitudine.

Tutto questo può alleggerire le nostre menti, riportare quella serenità dell’anima e quell’empatia che stiamo cercando nelle nostre vite.

Giuditta Mastrototaro