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Abbiamo preso l’abitudine di lamentarci?

Lamentarci è la cosa più triste che possiamo fare a noi stesse. Ci fa sentire sconfitte, impotenti e ci sembra che il mondo c’è l’abbia con noi. Forse nella nostra famiglia qualcun altro faceva così ed ora è diventato anche il nostro modo di fare.

Pensiamoci un po’: fare la vittima o lamentarci degli altri attorno a noi ha davvero cambiato qualcosa?

Non possiamo pretendere che gli altri cambino per farci felici, semplicemente perché ognuno è nato per cercare la propria felicità e non quella di qualcun altro.

Allora invece di accanirci a volere che gli altri siano come vogliamo noi, impegniamoci a cambiare noi stessi e le nostre aspettative. In fondo cosa abbiamo da perdere? Un po’ di arrabbiatura in meno?

Se partiamo dalle nostre risorse  potremo scoprire quanto amore, comprensione e gioia possiamo dare a noi stessi. Questo atteggiamento ci fa cambiare prospettiva da colui che chiede agli altri a colui che dà.

Se ad esempio siamo soliti a lamentarci che in casa nostra nessuno riordina e tocca sempre a noi e l’avete ripetuto un miliardo di volte. Perché continuare a lamentarci?

Se cambiassimo aspettativa? Avere la casa in ordine non è un bisogno dei nostri figli, loro sembrano stare benissimo nel disordine, è in realtà un nostro bisogno. Se decidessimo che questa battaglia non ha senso continuarla a combatterla e trovassimo altre strategie?

Possiamo decidere di riordinare perché fa piacere a noi avere la casa in ordine e non perché ci sentiamo dei martiri oppure possiamo decidere che non ci piace riordinare e trovare qualcuno che lo faccia per noi.

Quando facciamo le cose per noi stessi perché sappiamo quanto ci fanno felici non pretendiamo più che lo facciano gli altri al posto nostro, possiamo prenderci la responsabilità dei nostri sentimenti e dei nostri bisogni e averne cura.

A volte ciò di cui hanno bisogno i nostri figli non è delle parole ma degli esempi da seguire. Imparare da noi come si possono fare delle richieste che non siano delle pretese, aiuterebbe tutti a sentirsi liberi di fare o non fare una certa cosa, in base ai propri tempi e bisogni. Se viviamo invece in un mondo interiore fatto di “devo” e “devi” finiremo per urlare, minacciare e punire.

Se davvero vogliamo vedere un cambiamento iniziamo da noi stessi. Possiamo cambiare i nostri pensieri e di conseguenza cambieranno le nostre parole, le nostre azioni e  il nostro atteggiamento.

C’è sempre una scelta. Possiamo scegliere di vivere arrabbiati o di divenire noi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo, diceva Ghandi ossia tornare alla comprensione per noi stessi, empatia per gli altri e vivere con più pace la nostra vita.

Giuditta Mastrototaro